.......BIOGRAFIA OPETH  BY OPETHPAINTER

 BAND INFO:

Chitarra e voce: Mikael Åkerfeldt [1990-]
Chitarra: Peter Lindgren [1991-]
Basso: Martin Mendez [1997-]
Batteria: Martin Lopez [1997-]

Former members:
Voce: David Isberg [1990-1992]
Chitarra: Andreas Dimeo [1991-1991]
Chitarra: Kim Pettersson [1991-1991]
Chitarra: Mattias Ander [1992-1992]
Basso: Nick Döring [1990-1991]
Basso: Johan DeFarfalla [1991-1991, 1994-1996]
Basso: Stefan Guteklint [1992-1993]
Batteria: Anders Nordin [1990-1997]

Nazione: Sweden
Genere: Doom Death Progressive
Label: Music For Nations
Official website: http://www.opeth.com
 
 BIOGRAFIA:

Tutto il materiale è stato scritto da Mikael Åkerfeldt, riportato sulle pagine del sito ufficiale, e tradotto per gentile concessione. Grazie ad Opethpainter...

Intro - La musica degli Opeth

Come ben sapete, spesso è molto difficile capire cosa renda veramente unica una band. Non voglio sembrare presuntuoso ma, secondo me, come gli Opeth non c'è nessuno. Personalmente, apprezzo una band quando è in grado di sorprenderti, quando improvvisamente il loro stile musicale subisce un brusco ed inaspettato mutamento. Questo è più o meno il concetto alla base della nostra musica, e credo che sia palpabile in ogni nostro album. Quando ai tempi fondammo gli Eruption eravamo i membri di una qualsiasi death-metal band, ma ci fu un momento in cui qualcosa determinò una svolta decisiva, ed oggi avete davanti ai vostri occhi gli effetti di questa metamorfosi. Si tratta senza dubbio del mio interesse verso la musica sinfonica e progressive, un genere a mio parere che non conosce eguali. Siamo arrivati al punto di non doverci preoccupare in alcun modo del tipo di musica che stiamo suonando, non ci poniamo più alcun limite!

Il punto è che non produciamo musica a tavolino. Non dubiterei un istante del fatto che potremmo essere ben più famosi, se solo avessimo seguito la scia del successo immediato... ma così non è stato! Dal giorno in cui ci porremo dei limiti e ci adatteremo alle mode gli Opeth non esisteranno più. Ovviamente, ci sono alcuni episodi nei nostri album in cui abbiamo davvero osato, siamo andati oltre ogni aspettativa. Su 'Morningrise' abbiamo incluso una ballad, 'To bid you farewell', proprio nel periodo in cui tutti si esaltavano col black metal. Non pensate che avremmo fatto meglio a realizzare una canzone dai ritmi serrati e con liriche sataniste? Oggi possiamo dire che quel brano ha significato molto per noi, e ci rendiamo conto di essere un gruppo un po' strano.
Ma è proprio ciò che vogliamo!

Quando nacquero gli Opeth, nel 1990, io ero l'unico compositore, aiutato dal cantante David [Isberg]. Peter si unì poi a noi l'anno successivo, e trovai in lui qualcuno con cui scrivere insieme della nuova musica. Avevo composto un brano dal titolo 'Poise into Celeano', molto diverso da tutta la precedente produzione, e con l'aiuto di Peter cominciammo a riarrangiare il materiale che avevamo. Era il nostro periodo di massima ispirazione, e a volte ci trovavamo a suonare insieme anche 6 giorni a settimana. Alla fine avevamo individuato il nostro sound: armonie di chitarra che si intrecciano in continuazione, molte parti acustiche, nessuna accelerazione forzata, canzoni molto, molto lunghe. Ciliegina sulla torta, si fece viva l'etichetta Candlelight, interessata alla pubblicazione del nostro primo album, 'Orchid'.

Da quel momento abbiamo semplicemente sviluppato il nostro stile, non l'abbiamo cambiato del tutto! Non sono d'accordo quando una band intraprende improvvisamente un percorso musicale completamente differente rispetto al passato. Il più delle volte la musica è scadente e commerciale. In questo noi ci sentiamo diversi. Non capisco perchè cambiare del tutto discorso, quando la musica che hai suonato in passato ti ha procurato grandi soddisfazioni. Quando dico che non ci poniamo alcun limite, intendo essere imprevedibile senza rinnegare il mio modo di fare musica! Gli Opeth abbracciano una vasta gamma di stili diversi, per cui non credo che perderemo l'ispirazione molto presto. Non resteremo a secco, né saremo costretti a ripiegare su soluzioni commerciali. Non fraintendetemi, la musica commerciale non è per forza brutta, è un modo come un altro di esprimersi.
Il nostro motto è: chi osa vince!

Primo Capitolo

Se non vado errato le prime fondamenta degli Opeth furono poste quando io e Anders [Nordin] fondammo gli eruption. Eravamo amici d'infanzia, e lo siamo tuttora. Quando eravamo ancora bambini i nostri interessi erano incentrati più sullo sport che sulla musica. Ma il mio fiuto ben presto mi fece cambiare rotta. Avevo otto anni quando comprai il mio primo disco, un lp di heavy metal, 'The number of the beast' degli Iron Maiden. Da quel momento capii si essere destinato a suonare in una band, di qualsiasi genere musicale. nel 1986 presi la mia prima chitarra elettrica, e cominciai subito a strimpellare i riff di 'Smoke on the water'. Era una simpatica Les Paul nera, molto simile a quella che Peter suona durante i nostri concerti, anche se ovviamente la sua è molto meglio. Il fratello maggiore di Anders aveva suonato in passato la batteria in un gruppo metal, e quindi io e Anders cominciammo a suonare qualcosa insieme nella sua sala prove a Sorskogen, dove vivevamo in quel periodo.

Mi sembra che gli Eruption siano nati verso la fine del 1987. All'inizio suonavamo soprattutto cover di Bathory, Death ed altri gruppi death metal la cui musica era per noi abbastanza accessibile. Nel 1988 eravamo un gruppo di 4 elementi, come lo siamo oggi. Io alla voce e alla chitarra, Anders alla batteria, Nick Doring alla chitarra ed un certo Jocke Horney al basso (anche se in realtà non lo sapeva suonare). Quest'ultimo fu presto rimpiazzato da un bassista migliore, Stephan Claesberg. Gli Eruption andarono davvero forte per un paio d'anni, fino al 1990. Non abbiamo mai suonato concerti, registrato demo o altro. Beh, a dire il vero possiedo un paio di rehearsal tapes, in cui figurano canzoni quali 'Abandon life' (la prima canzone che io abbia mai scritto), 'Walls of dwell', 'Obedient souls', 'Condemned to hell', 'Procreation of malediction', 'Sarcastic reign'. A parte questi brani, abbiamo suonato molto altro: eravamo soliti coverizzare brani di Misfits, Black Sabbath e altri. Alla fine di questo breve periodo eravamo rimasti in tre, e per raggiungere la sala prove dovevamo passare attraverso un piccolo boschetto, portandoci dietro tutta la nostra strumentazione, compreso un PA system fottutamente pesante, ereditato dai leggendari punksters svedesi Ebba Gron! Non che ce ne fregasse molto, a dire il vero!


Secondo Capitolo

Conobbi David Isberg ai tempi degli Eruption, quando ancora era in voga la moda dello skateboard. Tutti noi ragazzi avevamo un dannato skateboard! Tornando a noi, David era un estimatore della musica estrema, e penso sia stato merito suo se oggi anche io adoro questo genere. Scombussolò completamente i miei interessi quando mi prestò il demotape dei Mefisto, 'The Puzzle'. Ne rimasi sconvolto! C'era di tutto in quel demo, assoli fantastici, voci agghiaccianti, chitarre acustiche! Era molto meglio di parecchi album di death metal che avevo acquistato in quel periodo. Insieme a Morbid Angel, Bathory e Voivod i Mefisto divennero una delle mie principali influenze. Allo stesso tempo gli Eruption cessarono di esistere, e nacquero gli Opeth.

David aveva radunato il gruppo insieme ad alcuni tizi di Taby. Il nome l'aveva preso da un libro di Wilbur Smith, ma la versione originale è 'opet', senza 'h' alla fine. Solo quando riuscii a recuperare il libro vidi che nel racconto Opet è la città della Luna. Gli Eruption erano storia ormai, ma io avevo intenzione di andare avanti a suonare in un altro gruppo. David mi aveva mostrato il logo degli Opeth, quello con la croce rovesciata: mi piacque molto, ed il mio interesse per gli Opeth crebbe rapidamente. Mi chiese un giorno se volevo suonare il basso nella sua band: pensai che avrei potuto provare, ed una sera ci incontrammo nella sala prove di Taby.

Purtroppo nessuno degli altri componenti del gruppo sapeva che quella sera avrei suonato con loro, e non avevano alcuna intenzione di mandare via il loro vero bassista. Ma il bello fu quando quest'ultimo giunse in sala prove: era imbarazzatissimo! Cominciarono a discutere, e quella stessa notte gli Opeth non esistevano più, almeno per gli altri ragazzi. Il gruppo cambiò nome in Crowley, e registrò un terrificante demotape nel 1991.

In ogni caso io e David volevamo combinare qualcosa col nome Opeth, per cui resuscitammo il gruppo. In quel momento dichiarammo che gli Opeth sarebbero presto diventati la band più malvagia sulla faccia della terra!!!

Come avrete sicuramente capito, ero interessato all'occulto, ma non troppo seriamente. La musica giusta per me era fatta di riff tecnici, oscuri e malvagi. I testi scritti da me e David erano nientemeno che inni satanici! I primi pezzi da noi scritti furono 'Requiem of lost souls' e 'Mystique of the Baphomet' (che più tardi sarebbero diventate 'Mark of the damned' e 'Forest of october'). A questo punto avevamo bisogno di completare la line-up. Chiedemmo perciò ad Anders [batteria] e a Nick [basso] di unirsi al gruppo.

Andreas DiMeo divenne il secondo chitarrista della band. Poco tempo dopo David aveva già procurato agli Opeth un'apparizione ad uno dei tanti death metal festival di Stoccolma. Provavamo all'interno di una scuola elementare a quei tempi, utilizzando un equipaggiamento anni '60, l'unico disponibile. Il concerto si tenne nel febbraio 1991, insieme a Therion, Excruciate e Authorise. Avevamo provato tre pezzi, di cui solo due suonammo sul palco. Si trattò probabilmente del peggiore concerto a cui una persona potesse assistere. Eravamo così fottutamente nervosi che avevamo voglia di fermare tutto e di tornarcene a casa.

Poco tempo dopo David ci fornì un'altra occasione per suonare, a Goteborg stavolta. Nel frattempo Andreas e Nick avevano lasciato il gruppo. Per questo secondo show contattammo due vecchi membri di una squallida metal band, i Crimson Cat, affinché potessero darci una mano. Erano Kim Petterson e Johan DeFarfalla (proprio lui!!!). Furono molto felici di questa richiesta, per loro suonare death metal era la cosa più semplice al mondo. Tuttavia ebbero non pochi problemi ad imparare le nostre canzoni, che erano diventate parecchio complesse. Il concerto fu fantastico! Gli altri gruppi che suonarono quella sera furono At the Gates, Therion, Desecrator, Megaslaughter e Sarcazm. Suonammo abbastanza bene stavolta, e dopo lo show fummo ospiti di Adrian degli At the Gates...

...a parte Johan, che tornò subito a Stoccolma dalla sua ragazza, e da quel momento per un pezzo non suonò più negli Opeth. Poi Kim ci organizzò un'altra trasferta verso la fine del 1991, con Asphyx e Desultory.

Intanto io avevo scritto una canzone intitolata 'Poise into celeano', molto diversa dalle composizioni precedenti. Nessun ritmo serrato né cadenzato. Questa canzone aveva parti acustiche, armonie, ed un basso che pompava in modo impressionante! Frammenti di questo brano confluirono poi a formare 'Advent' sull'album 'Morningrise'. Ad ogni modo, per questo terzo concerto ci serviva un bassista. Avevo conosciuto Peter in passato, poiché le nostre ragazze erano amiche, e pensai di rivolgermi a lui. Suonava la chitarra nei Sylt i Krisset, una band-passatempo, ed avrebbe preferito dedicarsi a qualcosa di più serio; perciò accettò la nostra offerta. La nostra esibizione fu discreta. In seguito Kim abbandonò il gruppo, e Peter passò alla chitarra. All'inizio del 1992 anche David se ne andò, per raggiungere i Liars in Wait. Sinceramente, pensai fosse un bene, visto che David non sembrava più intenzionato a continuare con noi.

Terzo Capitolo

Poichè ero il cantante degli Eruption, divenni il nuovo cantante degli Opeth. Io e Peter cominciammo subito a scrivere nuovo materiale, in quanto convinti di aver trovato un nuovo ed originale modo di suonare. In pratica a quei tempi nessuna band estrema utilizzava tante melodie come noi. Canzoni come 'Forest of october' e 'Black rose immortal' cominciarono a prender forma. Provammo con la formazione a tre per più di un anno, fino a quando non trovammo un nuovo bassista in Stefan Guteklimt, che suonò con noi per altri dodici mesi. Fu poi cacciato dal gruppo non appena ricevemmo l'opportunità di siglare un contratto discografico con la Candlelight Records. Registrammo 'Orchid' nel 1994 con Johan [DeFarfalla] come session-man. In seguito Johan divenne un membro degli Opeth a tutti gli effetti.

L'uscita del primo album subì parecchi ritardi, e noi eravamo ansiosi di poter suonare da qualche parte. Lee [Barrett] ci offrì l'opportunità di poter suonare un paio di date in Inghilterra nell'estate 1995. Uno di questi concerti era un evento abbastanza importante presso il Teatro Astoria di Londra, insieme ad Impaled Nazarene, Hecate Enthroned, Ved Buens Ende e qualche altro gruppo. Una volta tornati a casa non c'era molto tempo libero a disposizione, in quanto erano già stati prenotati gli Unisound Studios per le registrazioni del secondo album.

Morningrise fu registrato nel marzo/aprile 1996, e quel disco ci procurò parecchi elogi. Prima della sua pubblicazione suonammo alcuni concerti insieme a Morbid Angel e Blood Divine nel Regno Unito. Ovviamente non potevamo rifiutare un'occasione del genere, e anche se i miei vecchi idoli erano un po' troppo arroganti, furono bei giorni quelli trascorsi in loro compagnia. Alla pubblicazione di 'Morningrise' seguì anche il nostro primo tour europeo, 26 date insieme a quei vampiri dei Cradle of Filth. Fu dannatamente fantastico! A Roma ci fu un riscontro di pubblico clamoroso! Quella sera erano tutti impazziti, e naturalmente abbiamo gradito molto questo incredibile entusiasmo!

Quarto Capitolo

Il ritorno a casa fu davvero noioso, anche perché la stagione natalizia era ormai conclusa. Durante questo tour notammo che Johan non si sentiva personalmente coinvolto nella band, e decidemmo di escluderlo dal gruppo. Intanto Anders se ne era andato in vacanza in Brasile, ed io ero pronto a comunicargli questa notizia, insieme al fatto che avevamo già prenotto i Fredman Studios per il terzo album. Ma lui aveva news molto più grosse: mi disse che sarebbe rimasto in Brasile, e che quindi avrebbe lasciato gli Opeth! Ero in lacrime mentre lo sentivo parlare... insieme a lui era cominciata questa avventura, mentre ebbe inizio in quel momento un breve periodo in cui gli Opeth non esistevano più.

In seguito cambiai idea, visto che il nuovo materiale che avevamo scritto era davvero fantastico! Cominciammo a pubblicare annunci per trovare un bassista ed un batterista, e fummo subito contattati da Martin Lopez, un nostro grande fan. Lo mettemmo alla prova e sembrò avere le carte in regola, perciò proseguimmo a suonare con lui. La sua prima canzone con noi fu la cover di 'Remember Tomorrow' degli Iron Maiden, registrata nel 1997. Più tardi un suo amico, il bassista Martin Mendez, completò la line-up. Non c'era tempo per testare quest'ultima new entry, quindi io stesso suonai il basso sull'album.

'My arms, your hearse' fu registrato presso i Fredman Studios nell'agosto/settembre 1997, e lo considero il nostro disco migliore. In dicembre tornammo in Inghilterra per un paio di concerti davvero niente male, uno dei quali all'Astoria di Londra in compagnia dei Cradle of Filth.

Quelli furono anche gli ultimi giorni sotto l'egida della Candlelight Records. Il fondatore Lee Barrett, ancora oggi nostro grande amico, decise di mollare tutto e di vendere le sue quote ai tizi che oggi gestiscono l'etichetta. Ci furono problemi in passato con alcuni di loro, e quando Lee se ne andò non era rimasto nessuno di cui ci potessimo fidare. Tra l'altro, i tre album previsti dal contratto erano stati registrati e pubblicati. Stavamo contrattando con alcune etichette per la nostra quarta uscita, ed infine firmammo per la leggendaria Peaceville Records. Per un fan incallito del death metal come me fu davvero esaltante poter firmare per questa label di culto, ed il fatto che c'erano stretti legami con la Music for Nations rendeva il piatto ancor più invitante.

Gli studi Fredman erano stati prenotati per metà marzo [1999] ma fummo costretti a posticipare di un mese perché nel frattempo stavano spostando tutte le attrezzature in un altro posto. Per 'Still life' avevamo provato insieme solo un paio di volte, e non sapevo proprio cosa aspettarmi una volta entrati in studio. Credo sia stata un'esperienza un po' azzardata, ma alla fine il risultato fu eccellente. Per il nostro nuovo bassista Martin Mendez fu il primo album, e suppongo si tratti di qualcosa di speciale per lui. Per il resto della band fu invece noioso trascorrere il tempo nella camera di missaggio. Perciò spesso ci trovavamo a giocare a Resident Evil 2 sulla Playstation. Una giornata presso i Fredman costa 3500 corone [circa 750.000 delle vecchie lire!], e dunque erano parecchi i soldi spesi per niente!

L'album sarebbe uscito per fine settembre/inizio ottobre, e contattammo Travis Smith per l'artwork del disco. Sapevo che non ce l'avremmo fatta in tempo, e l'uscita dell'album fu posticipata al 4 e infine al 18 ottobre.

Io e il mio migliore amico, Jonas, il cantante dei Katatonia, andammo poi in vacanza in Inghilterra, solo per divertirci un po', bere birra e comprare dischi. Avevamo anche deciso di andare a trovare Hammy [il boss della Peaceville Records] e Lisa direttamente a casa loro, nello Yorkshire. La nostra vacanza durò cinque giorni. Furono giornate piacevoli, ed incontrai alcune persone con cui pensavo che un giorno o l'altro avrei lavorato insieme. Visitammo gli Academy Studios, dove i My Dying Bride stavano registrando il loro nuovo album ['The light at the end of the world'], e scoprii che a loro piaceva molto la musica del mio gruppo.

Questi tizi erano davvero simpatici, e tra un discorso e l'altro cominciammo a pianificare un tour, visto che Opeth e My Dying Bride erano bands della stessa etichetta, i cui rispettivi album sarebbero stati pubblicati nello stesso mese; sarebbe stato perfetto. Ancora non è confermato, ma so che qualcuno sta organizzando un tour che probabilmente vedrà la luce nel gennaio/febbraio del 2000. Se la cosa andrà in porto, sarà il nostro secondo tour europeo dopo quello del 1996. Per cui, occhi aperti perché stiamo per arrivare dalle vostre parti...



Quinto Capitolo

Anno strano il 2000 nella storia degli Opeth. Abbiamo cambiato un'altra volta etichetta, e finalmente siamo anche riusciti a suonare in un paio di occasioni. Distratto dalle prove dei live shows, mi sono praticamente scordato di dedicarmi al nuovo materiale che sarebbe poi andato a formare 'Blackwater park'. Avevo un po' di riff sparsi, e lavorai molto nei due mesi che precedettero la nostra entrata in studio. Mi recai a casa di un vecchio amico per registrare qualche demo, rilassarmi ed attendere l'ispirazione giusta. La sua abitazione si trovava in campagna, appena fuori da Stoccolma. Qualche mese prima mi trovavo invece a pranzo, a Londra, seduto davanti ad uno dei miei idoli. Steven Wilson è alla fine un normalissimo essere umano, e non un mostro leggendario di cui parlare davanti a dei bambini impauriti davanti a un focolare. Scherzi a parte, non riuscivo a credere che stavamo discutendo per poter lavorare insieme. Gli chiesi se fosse interessato a co-produrre il nuovo album degli Opeth, ed in effetti lo era.

Perciò io e il resto del gruppo fummo invogliati a scrivere materiale davvero interessante, molto interessante. Dopo aver ascoltato i demo che gli avevo mandato, Steven accettò la mia offerta e ci raggiunse in Svezia presso i Fredman Studios per registrare l'album. Già, questi studi ci ossessionano, e noi sentiamo l'esigenza di tornarci ogni tanto. Il nuovo tavolo da ping-pong non fece che migliorarne l'aspetto. Ci recammo laggiù il 10 agosto, sapendo che Goteborg sarebbe stata la nostra nuova residenza per almeno sette settimane. Ci serviva parecchio tempo, in quanto avevamo provato solo tre volte i nuovi brani. Tutti i testi e parte della musica dovevano ancora essere scritti. E' questo il modo in cui lavoriamo oggi... tutti sanno quanto provare sia noioso!

L'hotel Stanne era aperto in quel periodo, e Mikael [Stanne appunto, cantante dei Dark Tranquillity] fu tanto gentile da ospitarci per qualche giorno nel suo appartamento. Erano già due settimane che non uscivamo dagli studi e, effettivamente, quattro tizi rinchiusi in una piccola stanza da letto con dieci giorni di docce arretrate non erano decisamente un bello spettacolo. L'odore là dentro era insopportabile, ma per noi è naturale comportarci così: bisogna essere sporchi e ripugnanti per entrare nel giusto mood e comunicare sofferenza attraverso la musica!

Questa volta rimasi piacevolmente impressionato dall'incredibile risultato finale, per il quale erano senzìaltro valsi i nostri sforzi. Steven lavorò con noi per dodici giorni, ed il suo operato fu eccellente. Ci spiegò come ottenere dei suoni originali partendo da semplici linee vocali o di chitarra. Riuscimmo anche a fargli cantare alcune strofe, nonché a suonare pianoforte e chitarra. Il nostro diabolico piano aveva funzionato!

Una volta tornati a casa non c'era ovviamente nessuna possibilità di riposare, tra le chiamate della MFN, le lettere della Peaceville, e tutti gli altri a correrti dietro. Siamo in ogni caso molto felici di come sono andate le cose, come lo è l'etichetta, e come credo lo siano innanzitutto gli ascoltatori! 'Blackwater park' è un'emozione unica, per tutti quanti. Sono questi gli Opeth di oggi.

Sesto Capitolo

Dunque, cosa successe in seguito all'uscita di 'Blackwater park'? Ci trovammo improvvisamente sotto gli occhi di tutti, con una credibilità al di sopra di ogni aspettativa. Da un momento all'altro ci furono offerte diverse possibilità per andare in tour, e finalmente abbiamo girato l'Europa come headliner. Venivamo elogiati praticamente ovunque, ed il consenso del pubblico cresceva di volta in volta.

Partecipammo ad alcuni dei più famosi festival estivi europei. Anche in quel caso, nessun problema se ci trovavamo a suonare a mezzanotte, i nostri fans erano lì, impazziti, sotto il palco! E alla fine c'era quella fottuta espressione che ci avevano appioppato, 'big league'... anche se non significa nulla, se facciamo il paragone con la scena pop/rock. Un grosso passo in avanti, dicevo. Siamo anche andati per la prima volta in tour negli USA, ed ho ottimi ricordi di quell'esperienza, credo sia stata la migliore di tutta la mia vita in assoluto. Abbiamo condiviso il tour bus con gli Amorphis per otto giorni, poi per circa cinque settimane coi Nevermore.

Non ci eravamo mai divertiti tanto. Io e Warrel [Dane, cantante dei Nevermore] ci ubriacavamo di vodka ogni sera, ed ero puntualmente fuori come un balcone! I due Martin mi hanno affibbiato un nomignolo spagnolo, e da quel momento, ogni volta che mi ubriaco mi chiamano così. Non ho altri vizi al momento, l'unico è l'alcol. Comunque, non riesco proprio a ricordare tutti i concerti... forse i migliori sono stati quelli di Los Angeles e Chicago, seguiti da quelli in Atlanta e New York, e dagli show in Canada.

Una volta tornati a casa, non c'era molto tempo libero a disposizione; avremmo infatti partecipato ad alcuni festival, tra cui Wacken (D), Waldrock (NL), Eurorock (B), Hultsfred (SWE), Quartz (NOR). Fu un periodo assai movimentato, soprattutto per una band come la nostra, per niente abituata a tutti questi impegni.

Anche se il tour europeo andò a gonfie vele, non fu nulla in confronto a quello statunitense. C'erano spesso problemi per trovare la strada giusta, e perdevamo giornate intere solo per questo, giornate in cui non c'era nulla da fare. C'era anche una certa tensione sul tour bus tra le band ed il tour manager. I Katatonia (i nostri migliori amici...) rischiarono grosso, e noi volevamo che fossero trattati nel migliore dei modi, anche se non eravamo noi i veri padroni della situazione. Nel complesso le cose andarono per il verso giusto, e in futuro avremmo tratto unicamente dei vantaggi dalla nostra nuova condizione di headliner. I concerti migliori furono quelli di Milano (I) e di Londra (UK).

La MFN intanto aveva preso appuntamento con un certo Andy Farrow, dirigente della Northern Music, il giorno del nostro concerto a Bradford (UK). In poche parole, la nostra etichetta voleva procurarci un manager. Dopo una breve riunione, fu deciso che saremmo stati i manager di noi stessi.

Settimo Capitolo

Una volta tornati a casa avevamo finalmente un po' di tempo a nostra disposizione, anzi, non proprio, visto che avevo già cominciato a scrivere nuova musica per i due album successivi, Deliverance e Damnation. Tuttavia ero completamente esausto, e non avevo decisamente voglia di impegnarmi a fondo, non mi sentivi per nulla ispirato. Volevo della musica pesante, più heavy di quanto avessimo mai suonato prima, ma c'erano anche i soliti fantastici (o almeno credo...) arrangiamenti acustici, che non avevo alcuna intenzione di mettere da parte. Fu Jonas, (il cantante dei Katatonia), il mio migliore amico, a fornire la soluzione al problema. Mi suggerì di realizzare due album, uno bello tosto, e l'altro più rilassato. Non era una proposta del tutto inedita: l'idea l'aveva già avuta tempo prima Lee Barrett, l'ex boss della nostra vecchia etichetta, la Candlelight, in seguito alla pubblicazione di 'Morningrise'. All'epoca si trattava comunque di realizzare un unico mellow album, e non due album insieme. Alla fine ero talmente emozionato al solo pensiero, che decisi senza alcun ripensamento che le cose sarebbero andate proprio in quel modo. Ero talmente esaltato che non chiesi nemmeno un parere agli altri membri della band; Quando poi ne parlai con loro, furono tutti d'accordo con me. La cosa difficile era convincere l'etichetta a supportare questo nostro progetto.

Certo, all'inizio dovetti mentire... dissi che avremmo potuto iniziare presto le registrazioni, che non sarebbe costato più di un solo album, e che sarebbe stato letteralmente fantastico. Non ci siamo nemmeno preoccupati di accordarci meglio con la MFN. Questi due album contano quanto uno solo sul contratto, e quindi abbiamo ricevuto il budget necessario alla realizzazione di un solo disco. Se pensate forse che siamo impazziti o rimbecilliti, beh, credo che non abbiate tutti i torti, ma siamo talmente devoti alla musica e a queste soluzioni inedite che in confronto le questioni monetarie non contano nulla.

Quelle bugie di cui parlavo corrispondono in realtà al vero. In sette settimane registrammo entrambi gli album, lo stesso tempo impiegato per il solo 'Blackwater park'. Avevo in ogni caso un mucchio di materiale già pronto che avevo preparato a casa. Mi aiutò molto a questo proposito il mio nuovo "giocattolo", un piccolo registratore ad otto piste della Boss comperato da Dan Swanö. Non fosse stato per questo piccolo aggeggio, probabilmente non esisterebbe nessun nuovo album targato Opeth in questo momento.

Ero perciò in grado di registrare immediatamente quello che mi passava per la testa, invece di tenerlo a mente in attesa di poterlo registrare a casa di qualche amico. Avevo così prodotto due cd demo che spedii agli altri tre componenti del gruppo. Da perfetti idioti, provammo un'unica volta il materiale di entrambi gli album. Effettivamente suonare insieme aiuta la band ad entrare nel giusto mood, ed è quindi di fondamentale importanza. Avremmo senza dubbio perso meno tempo in studio e ci sarebbero stati meno problemi se avessimo provato di più, ma ormai lavoriamo così senza pensarci su troppo, e ci troviamo bene, anche se può sembrare strano.

Avevo prenotato i Nacksving Studios per registrare D&D, e Fredrik Nordström avrebbe dovuto darci una mano ma, visto il costo del noleggio degli studi (ironico, a pensarci bene) pensammo di poter fare a meno di lui stavolta. Ai Nacksving lavora un tizio di cui credevo che ci saremmo potuti fidare. Era anche previsto l'arrivo di Steven Wilson, che ci avrebbe dato una mano in fase di produzione. So far, so good.

Ottavo Capitolo

Come molti di voi sicuramente sapranno, le recording sessions di Deliverance & Damnation si sono rivelate essere un'esperienza devastante. Abbiamo messo su ttutto in studio all'inizio dell'autunno 2002. Andyu Sneap e la sua "Backstage Productions" erano stati scelti per le ultime fasi di missaggio e di masterizzazione.

Nono Capitolo

Il 2004 è cominciato con un nuvolone nero sopra di noi.

Abbiamo fatto una festa di Capodanno con molti dei nostri amici. C’era molta gente (celebrità metal?) e credo che per tutti sia stata una serata esplosiva. Io “lavoravo” come barista, mescolando drinks (sì, drinks gratis…fottuti parassiti!) per i nostri ospiti, preparando cibo e provvedendo al loro comfort. Fondamentalmente non ho avuto tempo di bere quanto avrei voluto. Mia moglie non ha bevuto per niente. Proprio il giorno prima infatti abbiamo avuto un test di gravidanza che era risultato positivo. Per tutta la serata si è tenuta un bicchiere di vino non alcolico in mano per evitare “difficili” domande. Per Wiberg ha fatto un salto da noi, invece gli altri ragazzi del gruppo hanno avuto feste altrove. Ma la serata è stata ugualmente splendida! Non è che io non li abbia visti abbastanza!

Questa è stata la pausa più lunga che abbiamo avuto dal precedente tour. Jordan è stata cancellata due volte ed il tour in Sud America si è inasprito dopo che alcuni promotori hanno mandato tutto a farsi fottere (fermi lì Cile….non vediamo l’ora di venire giù da voi…Brasile, Argentina…Uruguay?).

Ero molto ansioso di andare ancora in tour, anche se tornare a casa è sempre piacevole. Avevamo un luuungo tour programmato negli Stati Uniti (il nostro quarto per promuovere gli ultimi due album). Ufficialmente questo tour era in supporto al nostro dvd “Lamentations – Live at Shepard’s bush empire”, ma in realtà si trattava di un miscuglio di tanti album, e non di quella particolare sequenza di brani del dvd. Siamo stati supportati dagli storici portoghesi Moonspell (mi spiace Fernie ma stiamo arrivando), e dai nuovi arrivati Devil Driver, di cui conosco davvero poco a parte il fatto che sono guidati da Dez, l’ex cantante dei Coal Chamber.

Ad ogni modo, il tour cominciò alla fine di gennaio e noi ci sentivamo come macchine ben lubrificate. Tuttavia Martin Lopez ha avuto problemi recentemente. Gli stessi problemi che ci costrinsero a cancellare Jordan per la prima volta (la seconda volta è stato il promotore a cancellarla!). Soffriva di attacchi di ansia e non stava bene per niente.

Era cominciato tutto alla grande quando ci eravamo incontrati all’aeroporto di Arlanda , noi cinque, stavolta con l’aggiunta di Per nel ruolo di membro/membro turnista (qualsiasi cosa sia) nella nostra band. Avevamo un volo previsto per Francoforte, ma a causa di poca neve il volo è stato dirottato a Stuttgarden (perché???Non è la prima volta che è inverno!) perché c’era ghiaccio sulla pista d’atterraggio. Abbiamo finito col perdere la nostra coincidenza di volo per il Canada grazie ad un bel ritardo di un bus che avrebbe dovuto riportarci a Francoforte. I problemi si facevano seri! All’aeroporto c’era il caos più totale con molti voli cancellati e una gran folla di gente. Nessuno venne ad aiutarci, noi non avevamo idea di dove andare, dove avremmo potuto stare quella notte. Alla fine, dopo svariati forti drinks, fummo informati che avevamo una stanza in un hotel quella notte, e che avremmo avuto la prenotazione nel volo del mattino seguente.

Durante la serata vidi Martin Lopez stare male, e maledizione, ovviamente venne da me più tardi e mi disse che lui non sarebbe stato letteralmente in grado di fare questo tour, dato che si sentiva estremamente malato, e che avrebbe dovuto tornare a casa! Cosa si poteva fare quindi? Comprare un biglietto per lui per tornare a casa, contattare il suo psichiatra e trovare qualche cura.

Dopo lunghe discussioni coi dirigenti, etc. noi restanti abbiamo deciso di proseguire il nostro viaggio in Canada. Lopez ci aveva promesso che ci avrebbe raggiunto dopo pochi giorni, il che significava ovviamente che avremmo perso alcuni concerti proprio all’inizio del tour. Abbiamo reputato fosse meglio perderne alcuni piuttosto che cancellare l’intero tour. Sfortunatamente questi primi concerti erano in città dove non avevamo mai suonato prima. Bene..dovevamo andare lì prima di tutto! Il nostro volo per Calgary partì puntuale ed era ormai una partita vinta prendere la coincidenza per Edmonton. Ma indovina!? ….il volo era pieno, e non eravamo neanche certi di poter prendere il volo successivo! Ovviamente abbiamo perso anche il successivo a causa delle eccessive prenotazioni. Terzo tentativo… 4 ore dopo, io e Peter abbiamo preso il volo, mentre Mendez e Per han dovuto aspettare quello successivo. A coronare tutto questo, l’orologio segnava circa l’ora dell’inizio del nostro primo concerto, il che ovviamente significava che lo cancellassimo ufficialmente. Ci immaginavamo di poter arrivare al locale in tempo almeno per scusarci di tutto, incontrare i fan e parlare o qualsiasi cosa. Tuttavia, quando io e Peter andammo a riprendere i nostri strumenti, i bagagli e tutta la roba, nulla uscì dal nastro trasportatore. Era sparito, tutto il nostro equipaggiamento!! Dopo ore di inutili discussioni con alcuni stupidi dirigenti di sorveglianza, ottenemmo l’informazione che la nostra attrezzatura si trovava ancora a Calgary. Chiamai Per ma loro ovviamente avevano appena preso l’aereo. Quindi siamo stati costretti ad aspettare ancora alcune ore prima che il nostro equipaggiamento riuscisse ad arrivare.

Puhhh! Saltare giù dall’autobus e fumarsi una sigaretta rilassante era come sentirsi in un sogno. E non avevamo ancora cominciato il tour! Fortunatamente siamo riusciti ad acchiappare alcuni fan nel locale, firmare un po’ di roba, e bazzicare un pochino qua e là.

Per i seguenti 2 concerti avevamo programmato di suonare almeno qualche canzone col nostro tecnico della batteria, Damon, per sostituire Lopez. Lui conosceva qualche canzone dolce di “Damnation”. In Calgary suonammo all’incirca 5 canzoni con lui. Per il concerto di Vancouver il nostro tour manager ci propose di coinvolgere qualcuno che fosse in grado di suonare un set più lungo ed anche canzoni pesanti. Io scartai immediatamente quell’idea, poiché non è possibile che qualcuno possa imparare qualsiasi nostra canzone nel giro di un giorno. Comunque, mi stavo convincendo che forse valeva la pena fare un tentativo. Non ero neanche sicuro che Lopez si sarebbe fatto vivo!

Abbiamo chiamato in rinforzo una montagna di uomo, Gene Hoglan degli Strapping young lad. Lui viveva a Vancouver e tutti sanno che è un batterista terrificante oltre che un ragazzo in gamba… ma soprattutto un batterista idolo per Martin Lopez! 10 secondi dopo che gli abbiamo chiesto aiuto, Gene ha detto “Affare fatto, vecchi miei!”. Ora, lui è venuto giù al locale all’incirca all’ora di pranzo (cioè, per la gente normale!). Gli abbiamo dato un walkman col desiderio che imparasse come suonare almeno una canzone. Dopo 3 ore di soundcheck aveva imparato ed anche impeccabilmente suonato “The Drapery Falls” e “Demon of the Fall”. Questo ragazzo è un genio! Io ci avevo messo 2 settimane per imparare il lick di Smoke on the Water correttamente!

Comunque, questo show fu leggendario. Ci sentivamo tutti fuoriposto a causa dell’assenza di Lopez, ma suonare con Gene è stato fantastico ed è stato senza dubbio un eccezionale evento Opeth! La folla è impazzita quando l’ ho presentato sul palco. Da una parte c’erano Devin Townsend e la sua ragazza a guardare, probabilmente pensando che noi stessimo collaudando e rubando Gene per il resto del tour.

Ma, fortunatamente, Lopez è tornato quando abbiamo raggiunto Seattle. Era felicissimo, come non lo vedevo da molto tempo. Il medico effettivamente gli aveva diagnosticato che si trattava di una cosa ereditaria, di cui ha sofferto anche il padre Washington. Aveva ricevuto anche alcune cure. Molto sinceramente, non credo di averlo mai visto più contento!

Non è un segreto che abbiamo avuto problemi durante la registrazione degli ultimi 2 album, e non lo è nemmeno il nostro passato, rovinato da problemi personali, che invece di avvicinarci ci hanno separato ulteriormente. Ma ora ci siamo lasciati tutto questo alle spalle e come risultato ci sentiamo uniti tra noi come forse non eravamo mai stati prima! Un tour incredibile! Anche le band di supporto erano persone fantastiche! Ci siamo divertiti un sacco con loro e non possiamo che augurare loro ogni bene. Mi è dispiaciuto per i Devil Driver che a volte venivano presi in giro da alcune persone della folla. Io penso siano una band abbastanza heavy e non ho mai assolutamente pensato a loro come una band nu–metal. E credetemi… io ODIO il nu–metal!!

Tornare a casa fu specialmente piacevole poiché sapevamo che questo sarebbe stato il nostro ultimo lungo tour per qualche tempo. Ci sentivamo tutti esausti, ma anche leggermente tristi e depressi. La vita in tour è qualcosa che bisogna provare che capire esattamente di cosa si tratta. Quando si è in tour non si vede l'ora di tornare a casa. Ma poi, molto presto, ti viene questa smania di andare là fuori. Credo che questo stile di vita coincida ormai con ciò che siamo.

Abbiamo avuto una piccola pausa prima del nostro ultimo tour ufficiale. Il tour riprogrammato per uno dei miei paesi preferiti al mondo, l’Australia! Ero molto ansioso di ritornarci per suonare, ma anche di passare alcune settimane con mia moglie. Avevamo programmato due settimane di vacanza che ufficialmente è stata la nostra luna di miele. In realtà era passato quasi un anno dal nostro matrimonio.

Questo tour è stato fantastico! Abbiamo incominciato da Adelaide. La sera prima abbiamo deciso di bere… da star male! Abbiamo svuotato tutti i mini bar dell’hotel.
Abbiamo discusso sul fatto se Yngwie Malmsteen scriva musica malefica o meno.

Improvvisamente Per ha avuto la sua grandiosa idea. Voleva vedere cosa succedeva se buttava giù una sedia dal dodicesimo piano. I Martin stavano dormendo, ma noialtri eravamo nella loro stanza. Per ha lanciato una sedia che si è sfasciata dodici piani sotto. Io ne ho lanciata un’altra che è andata ugualmente in pezzi. Poi è arrivato il pensiero: “ma che cazzo stiamo facendo?”. Siamo uomini maturi, non mocciosi complessati. Mi sono preoccupato che potessimo essere multati o addirittura arrestati. Voglio dire, è piuttosto pericoloso gettare sedie dal balcone così! Quando abbiamo pagato il conto la receptionist ci ha detto qualcosa come: “Ragazzi non vi piacevano le sedie sul balcone?”, molto ironica. Abbiamo finito col pagare 50 dollari australiani per sedia, molto meno di quel che mi aspettavo. Ripensandoci a posteriori forse credo che ne sia valsa la pena. Guardare queste sedie sfracellarsi è stato uno spettacolo fantastico! Tuttavia non lo rifarei! O forse???

Sydney è una città fantastica! I concerti sono stati meravigliosi. Credo siano state più o meno 2000 le persone che abbiamo attirato al concerto dell’Enmore Theatre. Strabiliante!!

Alla fine del tour (2 sere in Melbourne), io e mia moglie siamo ritornati in volo a Sydney dove abbiamo passato una settimana. Dopodiché siamo stati una settimana in un’ assolata isola tropicale ad est del continente chiamata Hamilton. Tutto ciò che posso dire (ancora): è fantastica!

Avevamo ufficialmente finito il nostro ultimo tour. Le uniche date rimaste erano 2 partecipazioni a festival. Uno era il Download festival a Donington Park/UK e l’altra il (mitico!) Sweden Rock Festival. Entrambe le date furono grandiose, e ricordo che mi sentivo leggermente depresso dopo lo show di Sweden Rock. Tutti sapevano che sarebbe potuto passare un anno prima che saremmo tornati sul palco come Opeth. Sweden Rock è un festival che posso consigliare caldamente a coloro che amano l’heavy metal classico. Credo sia il miglior festival al mondo. Io ci andrei ugualmente anche se non dovessi suonare.

Quest’anno i Judas Priest hanno dominato la scena ma mi hanno deluso parecchio. Tipton ha suonato molto male e anche il batterista era scarso. Solo Rob e KK hanno fatto un gran lavoro. E Ian Hill? Beh, chi lo avrebbe guardato, comunque? Sembra che credano tutti di poter vivere nella loro posizione di “dei del metal” per sempre. Io li adoro, ma questo concerto non è stato bello per niente.

Da bambino gli Scorpions erano assolutamente una delle mie band preferite. Io, Anna e Blakkheim guardandoli ci siamo emozionati molto! Devo ammettere però che quella volta abbiamo riso di loro e non con loro. Rudolf Schenker ha fatto certe mosse…bhe, non erano fantastiche!

Anche gli Europe hanno suonato, un concerto di nuovo insieme, ed è stato fantastico vederli, e anche la scaletta era ben fatta! Il pezzo migliore e' Heart... sarò onesto. Conoscevo solo un po' dei loro pezzi degli anni 80, percio', in realtà, ogni brano che han suonato lo sentivo per la prima volta! Un concerto assolutamente incredibile! Ora sono un loro grande fan! La voce di Ann Wilsons era la migliore che sentivo da tanto tempo. Anche sua sorella Nancy era fottutamente grandiosa!

Tornare a casa per me significava che avrei potuto passare un po’ di tempo a scrivere nuova musica (cosa che sto facendo tuttora) e dedicarmi a mia moglie che era incinta. Abbiamo fatto una settimana di vacanze nel sud, ma comunque ci eravamo rilassati nell’estate. Un giorno sono sceso a trovare Steven Wilson. Lui mi ha chiesto di suonargli e cantargli alcuni background vocals del nuovo album dei Porcupine Tree. Una proposta che non potevo rifiutare. Fino qui… non ci sono notizie della band degne di essere menzionate, a parte il fatto che il dvd ha raggiusto disco d'oro in Canada.

Peter ha sposato la sua Jessica il 21 Agosto e io e mia moglie abbiamo avuto la nostra figlia Melinda, il 13 Settembre. Lei sta piangendo proprio ora, bisogna andare!

Oh, devo anche dire anche che l'altra settimana ho incontrato uno dei miei idoli piu' assoluti, David Coverdale! Conosco piuttosto bene il chitarrista dei Whitesnake, Doug Aldrich, dato che lui e la sua ragazza erano venuti al nostro concerto in Los Angeles... gran tipo! Fu lui a presentare me e Blakkheim (che stava tremando) a David. La prima frase che mi ha detto Coverdale quando ho messo piede nel suo camerino è stata: “Ciao Mikael, come sta andando la band?”. Gli ho dato una copia di Damnation che penso lui abbia già sentito da Doug e che in realtà gli sia piaciuto. E poi ho fatto firmare un poster per me, Anna e Melinda! Che uomo grandioso! Abbiamo parlato per 10 minuti o giu' di li', poi io e Blakkie ci siamo diritti verso un night club, dove abbiamo bevuto... Blakkheim ha tenuto il suo pass per il backstage dei Whitesnake intorno al collo per tutta la serata!