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Tutto
il materiale è stato scritto da Mikael
Åkerfeldt, riportato sulle pagine del sito
ufficiale, e tradotto per gentile concessione.
Grazie ad Opethpainter...
Intro
- La musica degli Opeth
Come ben sapete, spesso è molto difficile capire cosa
renda veramente unica una band. Non voglio sembrare
presuntuoso ma, secondo me, come gli Opeth non c'è
nessuno. Personalmente, apprezzo una band quando è in
grado di sorprenderti, quando improvvisamente il loro
stile musicale subisce un brusco ed inaspettato
mutamento. Questo è più o meno il concetto alla base
della nostra musica, e credo che sia palpabile in ogni
nostro album. Quando ai tempi fondammo gli Eruption
eravamo i membri di una qualsiasi death-metal band, ma
ci fu un momento in cui qualcosa determinò una svolta
decisiva, ed oggi avete davanti ai vostri occhi gli
effetti di questa metamorfosi. Si tratta senza dubbio
del mio interesse verso la musica sinfonica e
progressive, un genere a mio parere che non conosce
eguali. Siamo arrivati al punto di non doverci
preoccupare in alcun modo del tipo di musica che stiamo
suonando, non ci poniamo più alcun limite!
Il punto è che non produciamo musica a tavolino. Non
dubiterei un istante del fatto che potremmo essere ben
più famosi, se solo avessimo seguito la scia del
successo immediato... ma così non è stato! Dal giorno
in cui ci porremo dei limiti e ci adatteremo alle mode
gli Opeth non esisteranno più. Ovviamente, ci sono
alcuni episodi nei nostri album in cui abbiamo davvero
osato, siamo andati oltre ogni aspettativa. Su 'Morningrise'
abbiamo incluso una ballad, 'To bid you farewell',
proprio nel periodo in cui tutti si esaltavano col black
metal. Non pensate che avremmo fatto meglio a realizzare
una canzone dai ritmi serrati e con liriche sataniste?
Oggi possiamo dire che quel brano ha significato molto
per noi, e ci rendiamo conto di essere un gruppo un po'
strano.
Ma è proprio ciò che vogliamo!
Quando nacquero gli Opeth, nel 1990, io ero l'unico
compositore, aiutato dal cantante David [Isberg]. Peter
si unì poi a noi l'anno successivo, e trovai in lui
qualcuno con cui scrivere insieme della nuova musica.
Avevo composto un brano dal titolo 'Poise into Celeano',
molto diverso da tutta la precedente produzione, e con
l'aiuto di Peter cominciammo a riarrangiare il materiale
che avevamo. Era il nostro periodo di massima
ispirazione, e a volte ci trovavamo a suonare insieme
anche 6 giorni a settimana. Alla fine avevamo
individuato il nostro sound: armonie di chitarra
che si intrecciano in continuazione, molte parti
acustiche, nessuna accelerazione forzata, canzoni molto,
molto lunghe. Ciliegina sulla torta, si fece viva
l'etichetta Candlelight, interessata alla pubblicazione
del nostro primo album, 'Orchid'.
Da quel momento abbiamo semplicemente sviluppato il
nostro stile, non l'abbiamo cambiato del tutto! Non sono
d'accordo quando una band intraprende improvvisamente un
percorso musicale completamente differente rispetto al
passato. Il più delle volte la musica è scadente e
commerciale. In questo noi ci sentiamo diversi. Non
capisco perchè cambiare del tutto discorso, quando la
musica che hai suonato in passato ti ha procurato grandi
soddisfazioni. Quando dico che non ci poniamo alcun
limite, intendo essere imprevedibile senza rinnegare il
mio modo di fare musica! Gli Opeth abbracciano una vasta
gamma di stili diversi, per cui non credo che perderemo
l'ispirazione molto presto. Non resteremo a secco, né
saremo costretti a ripiegare su soluzioni commerciali.
Non fraintendetemi, la musica commerciale non è per
forza brutta, è un modo come un altro di esprimersi.
Il nostro motto è: chi osa vince!
Primo
Capitolo
Se non vado errato le prime fondamenta degli Opeth
furono poste quando io e Anders [Nordin] fondammo gli
eruption. Eravamo amici d'infanzia, e lo siamo tuttora.
Quando eravamo ancora bambini i nostri interessi erano
incentrati più sullo sport che sulla musica. Ma il mio
fiuto ben presto mi fece cambiare rotta. Avevo otto anni
quando comprai il mio primo disco, un lp di heavy metal,
'The number of the beast' degli Iron Maiden. Da quel
momento capii si essere destinato a suonare in una band,
di qualsiasi genere musicale. nel 1986 presi la mia
prima chitarra elettrica, e cominciai subito a
strimpellare i riff di 'Smoke on the water'. Era una
simpatica Les Paul nera, molto simile a quella che Peter
suona durante i nostri concerti, anche se ovviamente la
sua è molto meglio. Il fratello maggiore di Anders
aveva suonato in passato la batteria in un gruppo metal,
e quindi io e Anders cominciammo a suonare qualcosa
insieme nella sua sala prove a Sorskogen, dove vivevamo
in quel periodo.
Mi sembra che gli Eruption siano nati verso la fine del
1987. All'inizio suonavamo soprattutto cover di Bathory,
Death ed altri gruppi death metal la cui musica era per
noi abbastanza accessibile. Nel 1988 eravamo un gruppo
di 4 elementi, come lo siamo oggi. Io alla voce e alla
chitarra, Anders alla batteria, Nick Doring alla
chitarra ed un certo Jocke Horney al basso (anche se in
realtà non lo sapeva suonare). Quest'ultimo fu presto
rimpiazzato da un bassista migliore, Stephan Claesberg.
Gli Eruption andarono davvero forte per un paio d'anni,
fino al 1990. Non abbiamo mai suonato concerti,
registrato demo o altro. Beh, a dire il vero possiedo un
paio di rehearsal tapes, in cui figurano canzoni quali 'Abandon
life' (la prima canzone che io abbia mai scritto), 'Walls
of dwell', 'Obedient souls', 'Condemned to hell', 'Procreation
of malediction', 'Sarcastic reign'. A parte questi
brani, abbiamo suonato molto altro: eravamo soliti
coverizzare brani di Misfits, Black Sabbath e altri.
Alla fine di questo breve periodo eravamo rimasti in
tre, e per raggiungere la sala prove dovevamo passare
attraverso un piccolo boschetto, portandoci dietro tutta
la nostra strumentazione, compreso un PA system
fottutamente pesante, ereditato dai leggendari punksters
svedesi Ebba Gron! Non che ce ne fregasse molto, a dire
il vero!
Secondo
Capitolo
Conobbi David Isberg ai
tempi degli Eruption, quando ancora era in voga la moda
dello skateboard. Tutti noi ragazzi avevamo un dannato
skateboard! Tornando a noi, David era un estimatore
della musica estrema, e penso sia stato merito suo se
oggi anche io adoro questo genere. Scombussolò
completamente i miei interessi quando mi prestò il
demotape dei Mefisto, 'The Puzzle'. Ne rimasi sconvolto!
C'era di tutto in quel demo, assoli fantastici, voci
agghiaccianti, chitarre acustiche! Era molto meglio di
parecchi album di death metal che avevo acquistato in
quel periodo. Insieme a Morbid Angel, Bathory e Voivod i
Mefisto divennero una delle mie principali influenze.
Allo stesso tempo gli Eruption cessarono di esistere, e
nacquero gli Opeth.
David aveva radunato il gruppo insieme ad alcuni tizi di
Taby. Il nome l'aveva preso da un libro di Wilbur Smith,
ma la versione originale è 'opet', senza 'h' alla fine.
Solo quando riuscii a recuperare il libro vidi che nel
racconto Opet è la città della Luna. Gli Eruption
erano storia ormai, ma io avevo intenzione di andare
avanti a suonare in un altro gruppo. David mi aveva
mostrato il logo degli Opeth, quello con la croce
rovesciata: mi piacque molto, ed il mio interesse per
gli Opeth crebbe rapidamente. Mi chiese un giorno se
volevo suonare il basso nella sua band: pensai che avrei
potuto provare, ed una sera ci incontrammo nella sala
prove di Taby.
Purtroppo nessuno degli altri componenti del gruppo
sapeva che quella sera avrei suonato con loro, e non
avevano alcuna intenzione di mandare via il loro vero
bassista. Ma il bello fu quando quest'ultimo giunse in
sala prove: era imbarazzatissimo! Cominciarono a
discutere, e quella stessa notte gli Opeth non
esistevano più, almeno per gli altri ragazzi. Il gruppo
cambiò nome in Crowley, e registrò un terrificante
demotape nel 1991.
In ogni caso io e David volevamo combinare qualcosa col
nome Opeth, per cui resuscitammo il gruppo. In quel
momento dichiarammo che gli Opeth sarebbero presto
diventati la band più malvagia sulla faccia della
terra!!!
Come avrete sicuramente capito, ero interessato
all'occulto, ma non troppo seriamente. La musica giusta
per me era fatta di riff tecnici, oscuri e malvagi. I
testi scritti da me e David erano nientemeno che inni
satanici! I primi pezzi da noi scritti furono 'Requiem
of lost souls' e 'Mystique of the Baphomet' (che più
tardi sarebbero diventate 'Mark of the damned' e 'Forest
of october'). A questo punto avevamo bisogno di
completare la line-up. Chiedemmo perciò ad Anders
[batteria] e a Nick [basso] di unirsi al gruppo.
Andreas DiMeo divenne il secondo chitarrista della band.
Poco tempo dopo David aveva già procurato agli Opeth
un'apparizione ad uno dei tanti death metal festival di
Stoccolma. Provavamo all'interno di una scuola
elementare a quei tempi, utilizzando un equipaggiamento
anni '60, l'unico disponibile. Il concerto si tenne nel
febbraio 1991, insieme a Therion, Excruciate e Authorise.
Avevamo provato tre pezzi, di cui solo due suonammo sul
palco. Si trattò probabilmente del peggiore concerto a
cui una persona potesse assistere. Eravamo così
fottutamente nervosi che avevamo voglia di fermare tutto
e di tornarcene a casa.
Poco tempo dopo David ci fornì un'altra occasione per
suonare, a Goteborg stavolta. Nel frattempo Andreas e
Nick avevano lasciato il gruppo. Per questo secondo show
contattammo due vecchi membri di una squallida metal
band, i Crimson Cat, affinché potessero darci una mano.
Erano Kim Petterson e Johan DeFarfalla (proprio lui!!!).
Furono molto felici di questa richiesta, per loro
suonare death metal era la cosa più semplice al mondo.
Tuttavia ebbero non pochi problemi ad imparare le nostre
canzoni, che erano diventate parecchio complesse. Il
concerto fu fantastico! Gli altri gruppi che suonarono
quella sera furono At the Gates, Therion, Desecrator,
Megaslaughter e Sarcazm. Suonammo abbastanza bene
stavolta, e dopo lo show fummo ospiti di Adrian degli At
the Gates...
...a parte Johan, che tornò subito a Stoccolma dalla
sua ragazza, e da quel momento per un pezzo non suonò
più negli Opeth. Poi Kim ci organizzò un'altra
trasferta verso la fine del 1991, con Asphyx e Desultory.
Intanto io avevo scritto una canzone intitolata 'Poise
into celeano', molto diversa dalle composizioni
precedenti. Nessun ritmo serrato né cadenzato. Questa
canzone aveva parti acustiche, armonie, ed un basso che
pompava in modo impressionante! Frammenti di questo
brano confluirono poi a formare 'Advent' sull'album 'Morningrise'.
Ad ogni modo, per questo terzo concerto ci serviva un
bassista. Avevo conosciuto Peter in passato, poiché le
nostre ragazze erano amiche, e pensai di rivolgermi a
lui. Suonava la chitarra nei Sylt i Krisset, una
band-passatempo, ed avrebbe preferito dedicarsi a
qualcosa di più serio; perciò accettò la nostra
offerta. La nostra esibizione fu discreta. In seguito
Kim abbandonò il gruppo, e Peter passò alla chitarra.
All'inizio del 1992 anche David se ne andò, per
raggiungere i Liars in Wait. Sinceramente, pensai fosse
un bene, visto che David non sembrava più intenzionato
a continuare con noi.
Terzo
Capitolo
Poichè ero il cantante degli Eruption, divenni il nuovo
cantante degli Opeth. Io e Peter cominciammo subito a
scrivere nuovo materiale, in quanto convinti di aver
trovato un nuovo ed originale modo di suonare. In
pratica a quei tempi nessuna band estrema utilizzava
tante melodie come noi. Canzoni come 'Forest of october'
e 'Black rose immortal' cominciarono a prender forma.
Provammo con la formazione a tre per più di un anno,
fino a quando non trovammo un nuovo bassista in Stefan
Guteklimt, che suonò con noi per altri dodici mesi. Fu
poi cacciato dal gruppo non appena ricevemmo
l'opportunità di siglare un contratto discografico con
la Candlelight Records. Registrammo 'Orchid' nel 1994
con Johan [DeFarfalla] come session-man. In seguito
Johan divenne un membro degli Opeth a tutti gli effetti.
L'uscita del primo album subì parecchi ritardi, e noi
eravamo ansiosi di poter suonare da qualche parte. Lee [Barrett]
ci offrì l'opportunità di poter suonare un paio di
date in Inghilterra nell'estate 1995. Uno di questi
concerti era un evento abbastanza importante presso il
Teatro Astoria di Londra, insieme ad Impaled Nazarene,
Hecate Enthroned, Ved Buens Ende e qualche altro gruppo.
Una volta tornati a casa non c'era molto tempo libero a
disposizione, in quanto erano già stati prenotati gli
Unisound Studios per le registrazioni del secondo album.
Morningrise fu registrato nel marzo/aprile 1996, e quel
disco ci procurò parecchi elogi. Prima della sua
pubblicazione suonammo alcuni concerti insieme a Morbid
Angel e Blood Divine nel Regno Unito. Ovviamente non
potevamo rifiutare un'occasione del genere, e anche se i
miei vecchi idoli erano un po' troppo arroganti, furono
bei giorni quelli trascorsi in loro compagnia. Alla
pubblicazione di 'Morningrise' seguì anche il nostro
primo tour europeo, 26 date insieme a quei vampiri dei
Cradle of Filth. Fu dannatamente fantastico! A Roma ci
fu un riscontro di pubblico clamoroso! Quella sera erano
tutti impazziti, e naturalmente abbiamo gradito molto
questo incredibile entusiasmo!
Quarto
Capitolo
Il ritorno a casa fu davvero noioso, anche perché la
stagione natalizia era ormai conclusa. Durante questo
tour notammo che Johan non si sentiva personalmente
coinvolto nella band, e decidemmo di escluderlo dal
gruppo. Intanto Anders se ne era andato in vacanza in
Brasile, ed io ero pronto a comunicargli questa notizia,
insieme al fatto che avevamo già prenotto i Fredman
Studios per il terzo album. Ma lui aveva news molto più
grosse: mi disse che sarebbe rimasto in Brasile, e che
quindi avrebbe lasciato gli Opeth! Ero in lacrime mentre
lo sentivo parlare... insieme a lui era cominciata
questa avventura, mentre ebbe inizio in quel momento un
breve periodo in cui gli Opeth non esistevano più.
In seguito cambiai idea, visto che il nuovo materiale
che avevamo scritto era davvero fantastico! Cominciammo
a pubblicare annunci per trovare un bassista ed un
batterista, e fummo subito contattati da Martin Lopez,
un nostro grande fan. Lo mettemmo alla prova e sembrò
avere le carte in regola, perciò proseguimmo a suonare
con lui. La sua prima canzone con noi fu la cover di 'Remember
Tomorrow' degli Iron Maiden, registrata nel 1997. Più
tardi un suo amico, il bassista Martin Mendez, completò
la line-up. Non c'era tempo per testare quest'ultima new
entry, quindi io stesso suonai il basso sull'album.
'My arms, your hearse' fu registrato presso i Fredman
Studios nell'agosto/settembre 1997, e lo considero il
nostro disco migliore. In dicembre tornammo in
Inghilterra per un paio di concerti davvero niente male,
uno dei quali all'Astoria di Londra in compagnia dei
Cradle of Filth.
Quelli furono anche gli ultimi giorni sotto l'egida
della Candlelight Records. Il fondatore Lee Barrett,
ancora oggi nostro grande amico, decise di mollare tutto
e di vendere le sue quote ai tizi che oggi gestiscono
l'etichetta. Ci furono problemi in passato con alcuni di
loro, e quando Lee se ne andò non era rimasto nessuno
di cui ci potessimo fidare. Tra l'altro, i tre album
previsti dal contratto erano stati registrati e
pubblicati. Stavamo contrattando con alcune etichette
per la nostra quarta uscita, ed infine firmammo per la
leggendaria Peaceville Records. Per un fan incallito del
death metal come me fu davvero esaltante poter firmare
per questa label di culto, ed il fatto che c'erano
stretti legami con la Music for Nations rendeva il
piatto ancor più invitante.
Gli studi Fredman erano stati prenotati per metà marzo
[1999] ma fummo costretti a posticipare di un mese perché
nel frattempo stavano spostando tutte le attrezzature in
un altro posto. Per 'Still life' avevamo provato insieme
solo un paio di volte, e non sapevo proprio cosa
aspettarmi una volta entrati in studio. Credo sia stata
un'esperienza un po' azzardata, ma alla fine il
risultato fu eccellente. Per il nostro nuovo bassista
Martin Mendez fu il primo album, e suppongo si tratti di
qualcosa di speciale per lui. Per il resto della band fu
invece noioso trascorrere il tempo nella camera di
missaggio. Perciò spesso ci trovavamo a giocare a
Resident Evil 2 sulla Playstation. Una giornata presso i
Fredman costa 3500 corone [circa 750.000 delle vecchie
lire!], e dunque erano parecchi i soldi spesi per
niente!
L'album sarebbe uscito per fine settembre/inizio
ottobre, e contattammo Travis Smith per l'artwork del
disco. Sapevo che non ce l'avremmo fatta in tempo, e
l'uscita dell'album fu posticipata al 4 e infine al 18
ottobre.
Io e il mio migliore amico, Jonas, il cantante dei
Katatonia, andammo poi in vacanza in Inghilterra, solo
per divertirci un po', bere birra e comprare dischi.
Avevamo anche deciso di andare a trovare Hammy [il boss
della Peaceville Records] e Lisa direttamente a casa
loro, nello Yorkshire. La nostra vacanza durò cinque
giorni. Furono giornate piacevoli, ed incontrai alcune
persone con cui pensavo che un giorno o l'altro avrei
lavorato insieme. Visitammo gli Academy Studios, dove i
My Dying Bride stavano registrando il loro nuovo album
['The light at the end of the world'], e scoprii che a
loro piaceva molto la musica del mio gruppo.
Questi tizi erano davvero simpatici, e tra un discorso e
l'altro cominciammo a pianificare un tour, visto che
Opeth e My Dying Bride erano bands della stessa
etichetta, i cui rispettivi album sarebbero stati
pubblicati nello stesso mese; sarebbe stato perfetto.
Ancora non è confermato, ma so che qualcuno sta
organizzando un tour che probabilmente vedrà la luce
nel gennaio/febbraio del 2000. Se la cosa andrà in
porto, sarà il nostro secondo tour europeo dopo quello
del 1996. Per cui, occhi aperti perché stiamo per
arrivare dalle vostre parti...
Quinto
Capitolo
Anno strano il 2000 nella storia degli Opeth. Abbiamo
cambiato un'altra volta etichetta, e finalmente siamo
anche riusciti a suonare in un paio di occasioni.
Distratto dalle prove dei live shows, mi sono
praticamente scordato di dedicarmi al nuovo materiale
che sarebbe poi andato a formare 'Blackwater park'.
Avevo un po' di riff sparsi, e lavorai molto nei due
mesi che precedettero la nostra entrata in studio. Mi
recai a casa di un vecchio amico per registrare qualche
demo, rilassarmi ed attendere l'ispirazione giusta. La
sua abitazione si trovava in campagna, appena fuori da
Stoccolma. Qualche mese prima mi trovavo invece a
pranzo, a Londra, seduto davanti ad uno dei miei idoli.
Steven Wilson è alla fine un normalissimo essere umano,
e non un mostro leggendario di cui parlare davanti a dei
bambini impauriti davanti a un focolare. Scherzi a
parte, non riuscivo a credere che stavamo discutendo per
poter lavorare insieme. Gli chiesi se fosse interessato
a co-produrre il nuovo album degli Opeth, ed in effetti
lo era.
Perciò io e il resto del gruppo fummo invogliati a
scrivere materiale davvero interessante, molto
interessante. Dopo aver ascoltato i demo che gli avevo
mandato, Steven accettò la mia offerta e ci raggiunse
in Svezia presso i Fredman Studios per registrare
l'album. Già, questi studi ci ossessionano, e noi
sentiamo l'esigenza di tornarci ogni tanto. Il nuovo
tavolo da ping-pong non fece che migliorarne l'aspetto.
Ci recammo laggiù il 10 agosto, sapendo che Goteborg
sarebbe stata la nostra nuova residenza per almeno sette
settimane. Ci serviva parecchio tempo, in quanto avevamo
provato solo tre volte i nuovi brani. Tutti i testi e
parte della musica dovevano ancora essere scritti. E'
questo il modo in cui lavoriamo oggi... tutti sanno
quanto provare sia noioso!
L'hotel Stanne era aperto in quel periodo, e Mikael [Stanne
appunto, cantante dei Dark Tranquillity] fu tanto
gentile da ospitarci per qualche giorno nel suo
appartamento. Erano già due settimane che non uscivamo
dagli studi e, effettivamente, quattro tizi rinchiusi in
una piccola stanza da letto con dieci giorni di docce
arretrate non erano decisamente un bello spettacolo.
L'odore là dentro era insopportabile, ma per noi è
naturale comportarci così: bisogna essere sporchi e
ripugnanti per entrare nel giusto mood e comunicare
sofferenza attraverso la musica!
Questa volta rimasi piacevolmente impressionato
dall'incredibile risultato finale, per il quale erano
senzìaltro valsi i nostri sforzi. Steven lavorò con
noi per dodici giorni, ed il suo operato fu eccellente.
Ci spiegò come ottenere dei suoni originali partendo da
semplici linee vocali o di chitarra. Riuscimmo anche a
fargli cantare alcune strofe, nonché a suonare
pianoforte e chitarra. Il nostro diabolico piano aveva
funzionato!
Una volta tornati a casa non c'era ovviamente nessuna
possibilità di riposare, tra le chiamate della MFN, le
lettere della Peaceville, e tutti gli altri a correrti
dietro. Siamo in ogni caso molto felici di come sono
andate le cose, come lo è l'etichetta, e come credo lo
siano innanzitutto gli ascoltatori! 'Blackwater park' è
un'emozione unica, per tutti quanti. Sono questi gli
Opeth di oggi.
Sesto
Capitolo
Dunque, cosa successe in seguito all'uscita di 'Blackwater
park'? Ci trovammo improvvisamente sotto gli occhi di
tutti, con una credibilità al di sopra di ogni
aspettativa. Da un momento all'altro ci furono offerte
diverse possibilità per andare in tour, e finalmente
abbiamo girato l'Europa come headliner. Venivamo
elogiati praticamente ovunque, ed il consenso del
pubblico cresceva di volta in volta.
Partecipammo ad alcuni dei più famosi festival estivi
europei. Anche in quel caso, nessun problema se ci
trovavamo a suonare a mezzanotte, i nostri fans erano lì,
impazziti, sotto il palco! E alla fine c'era quella
fottuta espressione che ci avevano appioppato, 'big
league'... anche se non significa nulla, se facciamo il
paragone con la scena pop/rock. Un grosso passo in
avanti, dicevo. Siamo anche andati per la prima volta in
tour negli USA, ed ho ottimi ricordi di
quell'esperienza, credo sia stata la migliore di tutta
la mia vita in assoluto. Abbiamo condiviso il tour bus
con gli Amorphis per otto giorni, poi per circa cinque
settimane coi Nevermore.
Non ci eravamo mai divertiti tanto. Io e Warrel [Dane,
cantante dei Nevermore] ci ubriacavamo di vodka ogni
sera, ed ero puntualmente fuori come un balcone! I due
Martin mi hanno affibbiato un nomignolo spagnolo, e da
quel momento, ogni volta che mi ubriaco mi chiamano così.
Non ho altri vizi al momento, l'unico è l'alcol.
Comunque, non riesco proprio a ricordare tutti i
concerti... forse i migliori sono stati quelli di Los
Angeles e Chicago, seguiti da quelli in Atlanta e New
York, e dagli show in Canada.
Una volta tornati a casa, non c'era molto tempo libero a
disposizione; avremmo infatti partecipato ad alcuni
festival, tra cui Wacken (D), Waldrock (NL), Eurorock
(B), Hultsfred (SWE), Quartz (NOR). Fu un periodo assai
movimentato, soprattutto per una band come la nostra,
per niente abituata a tutti questi impegni.
Anche se il tour europeo andò a gonfie vele, non fu
nulla in confronto a quello statunitense. C'erano spesso
problemi per trovare la strada giusta, e perdevamo
giornate intere solo per questo, giornate in cui non
c'era nulla da fare. C'era anche una certa tensione sul
tour bus tra le band ed il tour manager. I Katatonia (i
nostri migliori amici...) rischiarono grosso, e noi
volevamo che fossero trattati nel migliore dei modi,
anche se non eravamo noi i veri padroni della
situazione. Nel complesso le cose andarono per il verso
giusto, e in futuro avremmo tratto unicamente dei
vantaggi dalla nostra nuova condizione di headliner. I
concerti migliori furono quelli di Milano (I) e di
Londra (UK).
La MFN intanto aveva preso appuntamento con un certo
Andy Farrow, dirigente della Northern Music, il giorno
del nostro concerto a Bradford (UK). In poche parole, la
nostra etichetta voleva procurarci un manager. Dopo una
breve riunione, fu deciso che saremmo stati i manager di
noi stessi.
Settimo
Capitolo
Una volta tornati a casa avevamo finalmente un po' di
tempo a nostra disposizione, anzi, non proprio, visto
che avevo già cominciato a scrivere nuova musica per i
due album successivi, Deliverance e Damnation. Tuttavia
ero completamente esausto, e non avevo decisamente
voglia di impegnarmi a fondo, non mi sentivi per nulla
ispirato. Volevo della musica pesante, più heavy di
quanto avessimo mai suonato prima, ma c'erano anche i
soliti fantastici (o almeno credo...) arrangiamenti
acustici, che non avevo alcuna intenzione di mettere da
parte. Fu Jonas, (il cantante dei Katatonia), il mio
migliore amico, a fornire la soluzione al problema. Mi
suggerì di realizzare due album, uno bello tosto, e
l'altro più rilassato. Non era una proposta del tutto
inedita: l'idea l'aveva già avuta tempo prima Lee
Barrett, l'ex boss della nostra vecchia etichetta, la
Candlelight, in seguito alla pubblicazione di 'Morningrise'.
All'epoca si trattava comunque di realizzare un unico mellow
album, e non due album insieme. Alla fine ero
talmente emozionato al solo pensiero, che decisi senza
alcun ripensamento che le cose sarebbero andate proprio
in quel modo. Ero talmente esaltato che non chiesi
nemmeno un parere agli altri membri della band; Quando
poi ne parlai con loro, furono tutti d'accordo con me.
La cosa difficile era convincere l'etichetta a
supportare questo nostro progetto.
Certo, all'inizio dovetti mentire... dissi che avremmo
potuto iniziare presto le registrazioni, che non sarebbe
costato più di un solo album, e che sarebbe stato
letteralmente fantastico. Non ci siamo nemmeno
preoccupati di accordarci meglio con la MFN. Questi due
album contano quanto uno solo sul contratto, e quindi
abbiamo ricevuto il budget necessario alla realizzazione
di un solo disco. Se pensate forse che siamo impazziti o
rimbecilliti, beh, credo che non abbiate tutti i torti,
ma siamo talmente devoti alla musica e a queste
soluzioni inedite che in confronto le questioni
monetarie non contano nulla.
Quelle bugie di cui parlavo corrispondono in realtà al
vero. In sette settimane registrammo entrambi gli album,
lo stesso tempo impiegato per il solo 'Blackwater park'.
Avevo in ogni caso un mucchio di materiale già pronto
che avevo preparato a casa. Mi aiutò molto a questo
proposito il mio nuovo "giocattolo", un
piccolo registratore ad otto piste della Boss comperato
da Dan Swanö. Non fosse stato per questo piccolo
aggeggio, probabilmente non esisterebbe nessun nuovo
album targato Opeth in questo momento.
Ero perciò in grado di registrare immediatamente quello
che mi passava per la testa, invece di tenerlo a mente
in attesa di poterlo registrare a casa di qualche amico.
Avevo così prodotto due cd demo che spedii agli altri
tre componenti del gruppo. Da perfetti idioti, provammo
un'unica volta il materiale di entrambi gli album.
Effettivamente suonare insieme aiuta la band ad entrare
nel giusto mood, ed è quindi di fondamentale
importanza. Avremmo senza dubbio perso meno tempo in
studio e ci sarebbero stati meno problemi se avessimo
provato di più, ma ormai lavoriamo così senza pensarci
su troppo, e ci troviamo bene, anche se può sembrare
strano.
Avevo prenotato i Nacksving Studios per registrare
D&D, e Fredrik Nordström avrebbe dovuto darci una
mano ma, visto il costo del noleggio degli studi
(ironico, a pensarci bene) pensammo di poter fare a meno
di lui stavolta. Ai Nacksving lavora un tizio di cui
credevo che ci saremmo potuti fidare. Era anche previsto
l'arrivo di Steven Wilson, che ci avrebbe dato una mano
in fase di produzione. So far, so good.
Ottavo
Capitolo
Come molti di voi sicuramente sapranno, le recording
sessions di Deliverance & Damnation si sono rivelate
essere un'esperienza devastante. Abbiamo messo su ttutto
in studio all'inizio dell'autunno 2002. Andyu Sneap e la
sua "Backstage Productions" erano stati scelti
per le ultime fasi di missaggio e di masterizzazione.
Nono
Capitolo
Il 2004 è cominciato
con un nuvolone nero sopra di noi.
Abbiamo fatto una festa di Capodanno con molti dei
nostri amici. C’era molta gente (celebrità metal?) e
credo che per tutti sia stata una serata esplosiva. Io
“lavoravo” come barista, mescolando drinks (sì,
drinks gratis…fottuti parassiti!) per i nostri ospiti,
preparando cibo e provvedendo al loro comfort.
Fondamentalmente non ho avuto tempo di bere quanto avrei
voluto. Mia moglie non ha bevuto per niente. Proprio il
giorno prima infatti abbiamo avuto un test di gravidanza
che era risultato positivo. Per tutta la serata si è
tenuta un bicchiere di vino non alcolico in mano per
evitare “difficili” domande. Per Wiberg ha fatto un
salto da noi, invece gli altri ragazzi del gruppo hanno
avuto feste altrove. Ma la serata è stata ugualmente
splendida! Non è che io non li abbia visti abbastanza!
Questa è stata la pausa più lunga che abbiamo avuto
dal precedente tour. Jordan è stata cancellata due
volte ed il tour in Sud America si è inasprito dopo che
alcuni promotori hanno mandato tutto a farsi fottere
(fermi lì Cile….non vediamo l’ora di venire giù da
voi…Brasile, Argentina…Uruguay?).
Ero molto ansioso di andare ancora in tour, anche se
tornare a casa è sempre piacevole. Avevamo un luuungo
tour programmato negli Stati Uniti (il nostro quarto per
promuovere gli ultimi due album). Ufficialmente questo
tour era in supporto al nostro dvd “Lamentations –
Live at Shepard’s bush empire”, ma in realtà si
trattava di un miscuglio di tanti album, e non di quella
particolare sequenza di brani del dvd. Siamo stati
supportati dagli storici portoghesi Moonspell (mi spiace
Fernie ma stiamo arrivando), e dai nuovi arrivati Devil
Driver, di cui conosco davvero poco a parte il fatto che
sono guidati da Dez, l’ex cantante dei Coal Chamber.
Ad ogni modo, il tour cominciò alla fine di gennaio e
noi ci sentivamo come macchine ben lubrificate. Tuttavia
Martin Lopez ha avuto problemi recentemente. Gli stessi
problemi che ci costrinsero a cancellare Jordan per la
prima volta (la seconda volta è stato il promotore a
cancellarla!). Soffriva di attacchi di ansia e non stava
bene per niente.
Era cominciato tutto alla grande quando ci eravamo
incontrati all’aeroporto di Arlanda , noi cinque,
stavolta con l’aggiunta di Per nel ruolo di
membro/membro turnista (qualsiasi cosa sia) nella nostra
band. Avevamo un volo previsto per Francoforte, ma a
causa di poca neve il volo è stato dirottato a
Stuttgarden (perché???Non è la prima volta che è
inverno!) perché c’era ghiaccio sulla pista
d’atterraggio. Abbiamo finito col perdere la nostra
coincidenza di volo per il Canada grazie ad un bel
ritardo di un bus che avrebbe dovuto riportarci a
Francoforte. I problemi si facevano seri!
All’aeroporto c’era il caos più totale con molti
voli cancellati e una gran folla di gente. Nessuno venne
ad aiutarci, noi non avevamo idea di dove andare, dove
avremmo potuto stare quella notte. Alla fine, dopo
svariati forti drinks, fummo informati che avevamo una
stanza in un hotel quella notte, e che avremmo avuto la
prenotazione nel volo del mattino seguente.
Durante la serata vidi Martin Lopez stare male, e
maledizione, ovviamente venne da me più tardi e mi
disse che lui non sarebbe stato letteralmente in grado
di fare questo tour, dato che si sentiva estremamente
malato, e che avrebbe dovuto tornare a casa! Cosa si
poteva fare quindi? Comprare un biglietto per lui per
tornare a casa, contattare il suo psichiatra e trovare
qualche cura.
Dopo lunghe discussioni coi dirigenti, etc. noi restanti
abbiamo deciso di proseguire il nostro viaggio in
Canada. Lopez ci aveva promesso che ci avrebbe raggiunto
dopo pochi giorni, il che significava ovviamente che
avremmo perso alcuni concerti proprio all’inizio del
tour. Abbiamo reputato fosse meglio perderne alcuni
piuttosto che cancellare l’intero tour.
Sfortunatamente questi primi concerti erano in città
dove non avevamo mai suonato prima. Bene..dovevamo
andare lì prima di tutto! Il nostro volo per Calgary
partì puntuale ed era ormai una partita vinta prendere
la coincidenza per Edmonton. Ma indovina!? ….il volo
era pieno, e non eravamo neanche certi di poter prendere
il volo successivo! Ovviamente abbiamo perso anche il
successivo a causa delle eccessive prenotazioni. Terzo
tentativo… 4 ore dopo, io e Peter abbiamo preso il
volo, mentre Mendez e Per han dovuto aspettare quello
successivo. A coronare tutto questo, l’orologio
segnava circa l’ora dell’inizio del nostro primo
concerto, il che ovviamente significava che lo
cancellassimo ufficialmente. Ci immaginavamo di poter
arrivare al locale in tempo almeno per scusarci di
tutto, incontrare i fan e parlare o qualsiasi cosa.
Tuttavia, quando io e Peter andammo a riprendere i
nostri strumenti, i bagagli e tutta la roba, nulla uscì
dal nastro trasportatore. Era sparito, tutto il nostro
equipaggiamento!! Dopo ore di inutili discussioni con
alcuni stupidi dirigenti di sorveglianza, ottenemmo
l’informazione che la nostra attrezzatura si trovava
ancora a Calgary. Chiamai Per ma loro ovviamente avevano
appena preso l’aereo. Quindi siamo stati costretti ad
aspettare ancora alcune ore prima che il nostro
equipaggiamento riuscisse ad arrivare.
Puhhh! Saltare giù dall’autobus e fumarsi una
sigaretta rilassante era come sentirsi in un sogno. E
non avevamo ancora cominciato il tour! Fortunatamente
siamo riusciti ad acchiappare alcuni fan nel locale,
firmare un po’ di roba, e bazzicare un pochino qua e là.
Per i seguenti 2 concerti avevamo programmato di suonare
almeno qualche canzone col nostro tecnico della
batteria, Damon, per sostituire Lopez. Lui conosceva
qualche canzone dolce di “Damnation”. In Calgary
suonammo all’incirca 5 canzoni con lui. Per il
concerto di Vancouver il nostro tour manager ci propose
di coinvolgere qualcuno che fosse in grado di suonare un
set più lungo ed anche canzoni pesanti. Io scartai
immediatamente quell’idea, poiché non è possibile
che qualcuno possa imparare qualsiasi nostra canzone nel
giro di un giorno. Comunque, mi stavo convincendo che
forse valeva la pena fare un tentativo. Non ero neanche
sicuro che Lopez si sarebbe fatto vivo!
Abbiamo chiamato in rinforzo una montagna di uomo, Gene
Hoglan degli Strapping young lad. Lui viveva a Vancouver
e tutti sanno che è un batterista terrificante oltre
che un ragazzo in gamba… ma soprattutto un batterista
idolo per Martin Lopez! 10 secondi dopo che gli abbiamo
chiesto aiuto, Gene ha detto “Affare fatto, vecchi
miei!”. Ora, lui è venuto giù al locale
all’incirca all’ora di pranzo (cioè, per la gente
normale!). Gli abbiamo dato un walkman col desiderio che
imparasse come suonare almeno una canzone. Dopo 3 ore di
soundcheck aveva imparato ed anche impeccabilmente
suonato “The Drapery Falls” e “Demon of the
Fall”. Questo ragazzo è un genio! Io ci avevo messo 2
settimane per imparare il lick di Smoke on the Water
correttamente!
Comunque, questo show fu leggendario. Ci sentivamo tutti
fuoriposto a causa dell’assenza di Lopez, ma suonare
con Gene è stato fantastico ed è stato senza dubbio un
eccezionale evento Opeth! La folla è impazzita quando
l’ ho presentato sul palco. Da una parte c’erano
Devin Townsend e la sua ragazza a guardare,
probabilmente pensando che noi stessimo collaudando e
rubando Gene per il resto del tour.
Ma, fortunatamente, Lopez è tornato quando abbiamo
raggiunto Seattle. Era felicissimo, come non lo vedevo
da molto tempo. Il medico effettivamente gli aveva
diagnosticato che si trattava di una cosa ereditaria, di
cui ha sofferto anche il padre Washington. Aveva
ricevuto anche alcune cure. Molto sinceramente, non
credo di averlo mai visto più contento!
Non è un segreto che abbiamo avuto problemi durante la
registrazione degli ultimi 2 album, e non lo è nemmeno
il nostro passato, rovinato da problemi personali, che
invece di avvicinarci ci hanno separato ulteriormente.
Ma ora ci siamo lasciati tutto questo alle spalle e come
risultato ci sentiamo uniti tra noi come forse non
eravamo mai stati prima! Un tour incredibile! Anche le
band di supporto erano persone fantastiche! Ci siamo
divertiti un sacco con loro e non possiamo che augurare
loro ogni bene. Mi è dispiaciuto per i Devil Driver che
a volte venivano presi in giro da alcune persone della
folla. Io penso siano una band abbastanza heavy e non ho
mai assolutamente pensato a loro come una band nu–metal.
E credetemi… io ODIO il nu–metal!!
Tornare a casa fu specialmente piacevole poiché
sapevamo che questo sarebbe stato il nostro ultimo lungo
tour per qualche tempo. Ci sentivamo tutti esausti, ma
anche leggermente tristi e depressi. La vita in tour è
qualcosa che bisogna provare che capire esattamente di
cosa si tratta. Quando si è in tour non si vede l'ora
di tornare a casa. Ma poi, molto presto, ti viene questa
smania di andare là fuori. Credo che questo stile di
vita coincida ormai con ciò che siamo.
Abbiamo avuto una piccola pausa prima del nostro ultimo
tour ufficiale. Il tour riprogrammato per uno dei miei
paesi preferiti al mondo, l’Australia! Ero molto
ansioso di ritornarci per suonare, ma anche di passare
alcune settimane con mia moglie. Avevamo programmato due
settimane di vacanza che ufficialmente è stata la
nostra luna di miele. In realtà era passato quasi un
anno dal nostro matrimonio.
Questo tour è stato fantastico! Abbiamo incominciato da
Adelaide. La sera prima abbiamo deciso di bere… da
star male! Abbiamo svuotato tutti i mini bar
dell’hotel.
Abbiamo discusso sul fatto se Yngwie Malmsteen scriva
musica malefica o meno.
Improvvisamente Per ha avuto la sua grandiosa idea.
Voleva vedere cosa succedeva se buttava giù una sedia
dal dodicesimo piano. I Martin stavano dormendo, ma
noialtri eravamo nella loro stanza. Per ha lanciato una
sedia che si è sfasciata dodici piani sotto. Io ne ho
lanciata un’altra che è andata ugualmente in pezzi.
Poi è arrivato il pensiero: “ma che cazzo stiamo
facendo?”. Siamo uomini maturi, non mocciosi
complessati. Mi sono preoccupato che potessimo essere
multati o addirittura arrestati. Voglio dire, è
piuttosto pericoloso gettare sedie dal balcone così!
Quando abbiamo pagato il conto la receptionist ci ha
detto qualcosa come: “Ragazzi non vi piacevano le
sedie sul balcone?”, molto ironica. Abbiamo finito col
pagare 50 dollari australiani per sedia, molto meno di
quel che mi aspettavo. Ripensandoci a posteriori forse
credo che ne sia valsa la pena. Guardare queste sedie
sfracellarsi è stato uno spettacolo fantastico!
Tuttavia non lo rifarei! O forse???
Sydney è una città fantastica! I concerti sono stati
meravigliosi. Credo siano state più o meno 2000 le
persone che abbiamo attirato al concerto dell’Enmore
Theatre. Strabiliante!!
Alla fine del tour (2 sere in Melbourne), io e mia
moglie siamo ritornati in volo a Sydney dove abbiamo
passato una settimana. Dopodiché siamo stati una
settimana in un’ assolata isola tropicale ad est del
continente chiamata Hamilton. Tutto ciò che posso dire
(ancora): è fantastica!
Avevamo ufficialmente finito il nostro ultimo tour. Le
uniche date rimaste erano 2 partecipazioni a festival.
Uno era il Download festival a Donington Park/UK e
l’altra il (mitico!) Sweden Rock Festival. Entrambe le
date furono grandiose, e ricordo che mi sentivo
leggermente depresso dopo lo show di Sweden Rock. Tutti
sapevano che sarebbe potuto passare un anno prima che
saremmo tornati sul palco come Opeth. Sweden Rock è un
festival che posso consigliare caldamente a coloro che
amano l’heavy metal classico. Credo sia il miglior
festival al mondo. Io ci andrei ugualmente anche se non
dovessi suonare.
Quest’anno i Judas Priest hanno dominato la scena ma
mi hanno deluso parecchio. Tipton ha suonato molto male
e anche il batterista era scarso. Solo Rob e KK hanno
fatto un gran lavoro. E Ian Hill? Beh, chi lo avrebbe
guardato, comunque? Sembra che credano tutti di poter
vivere nella loro posizione di “dei del metal” per
sempre. Io li adoro, ma questo concerto non è stato
bello per niente.
Da bambino gli Scorpions erano assolutamente una delle
mie band preferite. Io, Anna e Blakkheim guardandoli ci
siamo emozionati molto! Devo ammettere però che quella
volta abbiamo riso di loro e non con loro. Rudolf
Schenker ha fatto certe mosse…bhe, non erano
fantastiche!
Anche gli Europe hanno suonato, un concerto di nuovo
insieme, ed è stato fantastico vederli, e anche la
scaletta era ben fatta! Il pezzo migliore e' Heart...
sarò onesto. Conoscevo solo un po' dei loro pezzi degli
anni 80, percio', in realtà, ogni brano che han suonato
lo sentivo per la prima volta! Un concerto assolutamente
incredibile! Ora sono un loro grande fan! La voce di Ann
Wilsons era la migliore che sentivo da tanto tempo.
Anche sua sorella Nancy era fottutamente grandiosa!
Tornare a casa per me significava che avrei potuto
passare un po’ di tempo a scrivere nuova musica (cosa
che sto facendo tuttora) e dedicarmi a mia moglie che
era incinta. Abbiamo fatto una settimana di vacanze nel
sud, ma comunque ci eravamo rilassati nell’estate. Un
giorno sono sceso a trovare Steven Wilson. Lui mi ha
chiesto di suonargli e cantargli alcuni background
vocals del nuovo album dei Porcupine Tree. Una proposta
che non potevo rifiutare. Fino qui… non ci sono
notizie della band degne di essere menzionate, a parte
il fatto che il dvd ha raggiusto disco d'oro in Canada.
Peter ha sposato la sua Jessica il 21 Agosto e io e mia
moglie abbiamo avuto la nostra figlia Melinda, il 13
Settembre. Lei sta piangendo proprio ora, bisogna
andare!
Oh, devo anche dire anche che l'altra settimana ho
incontrato uno dei miei idoli piu' assoluti, David
Coverdale! Conosco piuttosto bene il chitarrista dei
Whitesnake, Doug Aldrich, dato che lui e la sua ragazza
erano venuti al nostro concerto in Los Angeles... gran
tipo! Fu lui a presentare me e Blakkheim (che stava
tremando) a David. La prima frase che mi ha detto
Coverdale quando ho messo piede nel suo camerino è
stata: “Ciao Mikael, come sta andando la band?”. Gli
ho dato una copia di Damnation che penso lui abbia già
sentito da Doug e che in realtà gli sia piaciuto. E poi
ho fatto firmare un poster per me, Anna e Melinda! Che
uomo grandioso! Abbiamo parlato per 10 minuti o giu' di
li', poi io e Blakkie ci siamo diritti verso un night
club, dove abbiamo bevuto... Blakkheim ha tenuto il suo
pass per il backstage dei Whitesnake intorno al collo
per tutta la serata!
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